LONDRA: quando finisce un viaggio?

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Una delle mie domeniche fuori porta. Sempre con la mia inseparabile Canon che scansionava ogni particolare che le chiedevo di fermare. A volte chiedevo ai nuovi conoscenti di venire con me, altre volte preferivo staccarmi dalla massa e scoprire da sola angoli ignoti della città [anche perchè non stavano dietro alle mie kilometriche camminate].

Un brunch ad Hyde Park con amici e due metro dopo, svoltai a sinistra in direzione Covent Garden.

Fu lì in mezzo ad un’orda di artisti, tra cui una band che suonava le note di Wipe Out dei The Surfaris [tra la soundtrack di Dirty Dancing, per chi non la conoscesse] in mezzo a palazzi storti e colorati, locali gremiti e artigiani, che capii una cosa fondamentale:

Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda. [Italo Calvino]

In mente avevo un ronzio continuo che costatemente mi pressava. Il tempo passava, mi diceva, come se dovessi fare presto. Una specie di caccia al tesoro con i minuti contati.

Non chiedermi il perchè, non ne ho idea. Si manifestava la mia natura scorpione probabilmente. 😀

Era come se inconsciamente il mio cervello sapesse che avrei trovato in quella città, quel qualcosa che stavo cercando. Non sapevo cosa, ne come l’avrei trovata.

Proprio così, Londra in quel momento mi illuminò la mente. Mi diede quella sferzata di motivazione, quella voglia di vivere, quel calcio all’apatia che mi trascinavo dall’Italia.

Ho capito che tutto ciò che cercavo era dentro di me. Potevo meditare per come migliorare la situazione, smettere di lamentarmi e incominciare a prendere in mano la mia vita.

Quando gli amici o i conoscenti mi chiedono: “ma quindi come ti sei trovata per tutto quel tempo, in una città così grande come Londra?”

Io rispondo sempre che: “andavo per cercare una strada, poi ho ritrovato me stessa.”

Può sembrarti banale, ma vieni pervaso da un senso di forza incredibile da farti sentire quasi invincibile. Personalmente quando ne parlo sento l’adrenalina che accelera il mio battito cardiaco e i brividi lungo la schiena.

Sono una persona semplice, anche se mi piacciono le frivolezze e la bella vita, ma come ho sempre detto nei miei post precedenti, ho sempre cercato di migliorare prima il rapporto con me stessa, per stare bene con gli altri.

La lampadina si accese e in automatico capii che era tempo di fermare il mio viaggio.

Nonostante la malinconia di lasciare tutto quello che avevo imparato, avevo fatto mio un altro pensiero importante:

CHE LA FINE DI UN VIAGGIO NON È CHE L’INIZIO DI UN ALTRO.

 

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LONDRA

In qualche angolo nascosto, dentro di me, c’è sempre stata la voglia di sfidare l’ignoto.

Parliamoci chiaro sono una paurosa per natura, ci sono cose che mi solleticano la curiosità ma riesco ad avvicinarmi solo a distanza di sicurezza. Ciò non toglie che mi siano sempre piaciute le sfide, anzi per me la vita stessa è una sfida.

Nel 2013, cercavo di organizzarmi al meglio possibile. Leggevo blog di viaggi stranieri, cercavo online qualsiasi guida. Scrivevo liste interminabili di cose da studiarmi, da mettere in valigia, da vedere. Non c’erano i post super descritti che ci sono ora quando si fa una qualsiasi ricerca su google.

Tutto sembrava così irraggiungibile e così difficile da gestire. Avevo una paura folle. Del resto avevo scelto di trasferirmi in Inghilterra, non sapevo quanto ci sarei rimasta quindi non era una cosa da prendere alla leggera!

St.James_Park_London

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