RICORDI LA PRIMA VOLTA?

Ore 6:30 (la mia sveglia quotidiana).

TI RICORDI LA PRIMA VOLTA CHE HAI SCELTO TE STESSA?

È stata la domanda flash di questa mattina, uscita da una mente un po’ assonnata ma capace di realizzare di aver trascorso un weekend tra alti e bassi, ma davvero fantastico.

Mi viene in mente un ricordo del mio passato. Precisamente all’inizio del 2013. Abitavo già da qualche anno a Lucca, in Toscana, un piccolo gioiello architettonico incastonato all’interno di mura centenarie. Una scelta fatta molto tempo prima, dettata da forti sentimenti.

La parte negativa del vivere lì, oltre ad essere lontana dalla mia terra e dagli affetti, era dovuta alle molte persone che incontravo sulla mia strada. Facevano fatica a vedere una forestiera come una persona di cui fidarsi. Solo a causa della mia cadenza vocale diversa dalla loro, non è stato facile integrarmi nei tanti anni vissuti lì.

Il bello invece, erano l’indipendenza e l’autonomia. L’unicità che Lucca aveva da regalarmi ogni giorno.

Ad ogni passeggiata ti immergi tra vie e viottoli in penombra e appena alzi lo sguardo, compare uno scorcio che non avevi mai visto prima. Un angolo fiorito esce da un balconcino all’altro. Una piccola città a misura d’uomo in cui Medioevo, Rinascimento, Belle Epoque si incrociano in un percorso durato secoli ed è tutto lì davanti ai tuoi occhi.

Tutto ciò che so ora e racconto è perché questa terra me l’ha insegnato. Dalle sue tradizioni antiche e culinarie alla cultura del verde, dai vigneti ai molteplici oli che arricchiscono la tavola. La mentalità del preferire sempre la qualità alla quantità, sia nell’artigianato che nel buon cibo. La tendenza al vivere sani e in armonia.

Allontanandomi dalla mia terra, ho potuto scoprire la bellezza di entrambe.

Tutto bello, finchè non ti accorgi che stavi scappando da altri problemi. Cerchi di nasconderli, cerchi di evitarli in ogni maniera, ma scappare ulteriormente e cercare di crearti una vita altrove (che a lungo andare, non senti più tua) non ti aiuta a risolvere quello che ti sei lasciata indietro.

Non è semplice cercare di capire quale sia la strada migliore facendosi spazio tra i mille pensieri che ogni giorno riempiono la nostra mente.
Sembra una lotta inutile all’inizio perchè ti porterà unicamente a soffrire, pensi, ma col tempo questa scelta ti aiuterà a godere a pieno dei frutti maturi del tuo cammino, dopo anni di sacrifici in cui cerchi di abbattere i tuoi demoni.

Arrivare a scegliere se stessi per far stare meglio gli altri non è facile, è un percorso di crescita continua, interminabile probabilmente.

Il problema più importante in una situazione/relazione satura, ti viene sbattuto in faccia quando il tempo stesso ti mette davanti ad un bivio:

• Prendere una decisione e accettare il cambiamento

oppure

• Soccombere ad una realtà che rifiuti, ma che il tuo corpo nel bene o nel male ti mostrerà negli anni, con gli interessi.

Quello che non sai è che questa decisione, nasce in te nello stesso momento in cui ti senti tradita per la prima volta da una realtà che credevi intoccabile e perfetta, ma se fosse così facile da comprendere non esisterebbero psicologi, psicoterapeuti e via dicendo..

 

Stavo incominciando lentamente a capire quando in quell’anno successe una cosa incredibile.

Decisi per la prima volta, di scegliere me stessa e presi una decisione che mai prima avrei pensato di prendere.

 

…questa storia continua qui!

4 Risposte a “RICORDI LA PRIMA VOLTA?”

  1. Cristina Rickert dice: Rispondi

    Meraviglia…la vita nelle sue diverse sfaccettature…è sempre una scoperta, una crescita, un’evoluzione! Tutti grandi regali che ci da la vita, sta a noi interpretare la bellezza di quello che c’è dentro al pacco! Stupenda Lucca! Che dici Dea, è ora di tornare a prendere i regali dimenticati in fondo al pacco?

  2. […] di vista dati gli obiettivi e le strade diverse che volevamo intraprendere, io andando a vivere a Lucca, lei ritornando in […]

  3. […] Proprio così, Londra in quel momento mi illuminò la mente. Mi diede quella sferzata di motivazione, quella voglia di vivere, quel calcio all’apatia che mi trascinavo dall’Italia. […]

  4. Interessante il tuo punto di vista.

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